Estrattore di succo: usarlo al meglio anche nei bar

Estrattore di succo: usarlo al meglio anche nei bar

Con l’arrivo dell’estate aumenta il consumo di bibite. Se andiamo a fare una passeggiata finiamo con l’entrare inevitabilmente nei bar e comprare bevande fresche. Tra queste sicuramente c’è il succo di frutta. Ma vogliamo mettere la specialità di un succo spremuto a mano con quello confezionato? È per questo motivo che ormai la maggior parte dei bar sono dotati di un estrattore di succo.

Estrattore di succo

Che cos’è l’estrattore di succo

L’estrattore di succo è un elettrodomestico che è in grado di frullare frutta e vegetali per ottenere un composto fluido fresco e senza conservanti.

Il succo che si ottiene è polposo, naturale, bevibile molto più di un frullato granuloso che si ottiene tipicamente da una centrifuga o da un frullatore.

Scelta tra la centrifuga o l’estrattore

Avendo accennato alla centrifuga, diciamo che in linea di massima quando viene chiesto ad un barista cosa preferisce, automaticamente la scelta si riduce ad estrattore e centrifuga. Ma quale dei due conviene di più?

La scelta di solito ricade sulle richieste più gettonate dal cliente. Se l’ospite potenziale richiede “un succo fatto con l’estrattore” allora automaticamente avranno scelto l’elettrodomestico giusto per il bar.

Per quel che concerne la centrifuga, essa ha delle lame molto acute che andando a velocità supersonica sminuzza la frutta o la verdura. Invece l’estrattore non usa questa forza caratteristica per sminuzzare ma ha delle grossi viti il cui giro passano la frutta e la verdura.

La differenza del succo

Ovviamente avendo un funzionamento diverso cambia anche la consistenza del succo che al bar si ottiene dai due diversi elettrodomestici. Il succo della centrifuga è corposo e anche caldo. Viceversa dall’estrattore viene fuori freddo e molto più limpido.

Inoltre, all’interno del succo centrifugato ci sono residui di polpa, mentre il succo estratto è anche contemporaneamente filtrato.

Il fatto che il succo centrifugato sia caldo dipende dalla velocità di rotazione delle lame. Tuttavia questo potrebbe essere uno svantaggio perché potrebbe comportare l’eliminazione di molte sostanze nutritive contenute nella frutta, tra cui le vitamine.

Viceversa il succo estratto è a temperatura ottimale, in quanto le viti sono molto più lente e dunque non riscaldano l’essenza. Contemporaneamente mantiene salde le sostanze nutritive, vantaggiose per il nostro corpo.

Le caratteristiche dell’estrattore

Il motore

Quando in un bar si decide di optare per l’estrattore bisogna considerarne la velocità e il riscaldamento. Due requisiti questi collegati al motore. Quest’ultimo è di ottima qualità quando riesce a girare fino ad 80 giri al minuti. In tal modo rende meglio, non riscalda il succo e conserva le vitamine.

Ogni estrattore ha una coclea, ovvero quella vite che gira e estrae il succo. Fra quelle orizzontali e verticali si consiglia di preferire modelli con viti verticali. Sono più prestanti ed ideali soprattutto all’interno di un bar.

Altri requisiti importanti

Per inserire la frutta nell’elettrodomestico occorre ovviamente una bocca. Quella dell’estrattore può essere sia stretta che larga. In un locale importante come il bar, per funzionalità e praticità meglio preferire le bocche larghe, che consentono di inserire più frutta e pertanto riempire più velocemente il bicchiere al cliente.

Al contempo occorre un accessorio stabile che non si nuova se poggiato sul banco di lavoro e che sopporti i ritmi di utilizzo, ad oltranza. Ovviamente deve essere anche piccolo e poco ingombrante, tuttavia la dimensione non deve rappresentare  un limite nelle prestazioni.

Infine ma non meno importante è la caratteristica della pulizia. Ci vuole cioè un modello quanto più semplice da smontare e da pulire fra un’estrazione e l’altra. Questo in quanto al bar il tempo è sempre un bene prezioso.

Costo e vantaggi dell’estrattore di succo

Il costo

Ma quanto costano gli estrattori professionali tipici di un locale? Di norma ha un prezzo leggermente più alto di una classica centrifuga. Poi ovviamente a seconda del modello e delle funzioni può variare quel 100€ sul costo complessivo. Un buon estrattore professionale può costare un migliaio di euro al massimo.

Rappresenta  quindi un investimento conveniente in termini di tempo, spazio, economia e attrazione della clientela.

Il vantaggio economico

Si può pertanto dire che l’investimento conviene ad ampio spettro. E veniamo ai vantaggi economici. I succhi estratti al bar si possono anche conservare in bottiglia, magari etichettandoli e vendendoli in veste di prodotti artigianali. Potrebbe essere una buona trovata per la clientela che desidera soli prodotti naturali. Il che potrebbe portare un guadagno considerevole.

Comprare la frutta fresca, premerla e venderla sarà sicuramente un valore aggiunto che attira molti più clienti, e che comporta un guadagno ben oltre l’immaginabile basato esclusivamente sulla vendita di succhi confezionati.

Tra l’altro non è un elettrodomestico che richiede manutenzione e sostituzione di pezzi. Basta trattarlo con delicatezza, e potrebbe anche durare integro negli anni. Insomma se abbiamo un bar e ne siamo sprovvisti, pare sia giunto il momento di attrezzarci.

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