Dieta chetogenica: quanto è veramente efficace?

In questi ultimi anni si fa tanto un parlare di dieta chetogenica, un regime alimentare piuttosto rigido che esclude categorie di alimenti al fine di ripristinare un corretto peso corporeo. In realtà questo metodo nutrizionale è già noto da un secolo, prescritto soprattutto per ovviare a sconpensi di tipo neurologico. Quanto è veramente efficace la dieta chetogenica, quando serve davvero e di cosa si tratta? Cerchiamo di capirlo insieme al dottor Mauro Meloni probabilmente in miglior dietologo di Udine.

Cos'è la dieta chetogenica: riconoscimenti scientifici 

Le numerose ricerche portate avanti sulla dieta chetogenica hanno in effetti appurato che essa possa dare esiti positivi su patologie come emicrania, morbo di Parkinson o morbo di Alzheimer. Si è dimostrata utile anche su pazienti obesi, in presenza di diabete di tipo II, ipertensione o resistenza insulinica. Tali evidenze hanno portato al riconoscimento ufficiale di questo regime dietetico da parte di istituzioni come EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), oltre che ad essere riconosciuto in campo clinico dal Sistema Sanitario britannico. Anche l'ADI, l'Associazione di Dietetica Italiana, l'ha validata con successo.

Come agisce e quali sono le controindicazioni 

La dieta chetogenica, lo dice anche il nome, serve a portare il corpo ad uno stato di chetosi, condizione in cui invece degli zuccheri e dei grassi come fonte energetica vengono utilizzati i corpi chetonici. In pratica, quando si riduce drasticamente il consumo di carboidrati, la carenza di glucidi porta l'organismo (al massimo in tre o quattro giorni) a sfruttare i tessuti adiposi, i depositi di grasso che si sono accumulati, e che vengono sintetizzati come corpi chetonici. Il fatto di aver ridotto il glucosio nel sangue, comporta un abbassamento del livello glicemico, ma tuttavia costante e non pericoloso per la salute. La conseguenza è che i corpi chetonici arrivano ad essere presenti in maniera maggiore rispetto al glucosio, andando perciò quasi a nutrire il cervello, eliminando, in più, lo stimolo della fame. Dal momento però che questo tipo di regime alimentare induce uno stato che non è naturale nel corpo umano, non può essere portato avanti per più di 12 settimane (tre mesi al massimo). Esistono pertanto delle controindicazioni. Ecco chi NON può seguire una dieta chetogenica.

  • Donne incinte o che stanno allattando;
  • Diabetici insulino-dipendenti (tipo 1);
  • Malati di insufficienza epatica e renale;
  • Alcolisti o tossicodipendenti;
  • Pazienti anziani;
  • Chi soffre di patologie auto-immuni;
  • Malati di cuore, insufficienza cardiaca, angina e reduci da recente ictus o infarto del miocadio;
  • Pazienti psichiatrici con gravi disturbi comportamentali

 

I benefici di una dieta chetogenica: a chi serve

Chiudiamo elencando brevemente quali sono i benefici di una dieta chetogenica e quali sono i pazienti tipo. Si tratta sicuramente di un regime alimentare indicato per chi presenta queste caratteristiche:

  • Obesità grave o complicata da ipertensione;
  • Diabete di tipo 2 (di tipo alimentare);
  • Dislipidemia;
  • Sindrome metabolica;
  • Osteopatie (patologie delle ossa);
  • Dimagrimento necessario pre-chirurgia bariatrica o per operazioni chirurgiche imminenti;
  • Steatosi epatica non alcolica;
  • Epilessia che non risponde ai farmaci.

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