Ristoranti in Giappone: ecco qualche consiglio per ordinare e mangiare bene

Amiamo il sushi così tanto che, pochi minuti dopo essere arrivati in Giappone vogliamo subito provare altri piatti tipici… Ma dopo qualche minuto nel paese del Sol Levante ci rendiamo conto che la vita per un occidentale che vuole provare cosa significa la vera cucina nipponica, al di fuori degli standard tour in Giappone non è poi tanto semplice.

Ecco quindi qualche consiglio per ordinare con intelligenza, senza fare figuracce e per gustare i piatti ordinati nel modo in cui farebbe un vero giapponese:

  1. Una prima cosa a cui prestare attenzione quando si entra in un ristorante giapponese è che per sedersi è meglio attendere di essere invitati a farlo da un cameriere. Normalmente verrete salutati in modo molto gentile da tutto lo staff con un “Irasshaimase” o “Irasshai”.
  2. Quando non capite perché il cameriere non arriva al vostro tavolo per ordinare, controllate se per caso sul tavolo  non ci sia una campanellina. Se c’è non credete sia maleducato usarla, altrimenti non ci sarebbe!
  3. Non appena seduti vi verrà portato un bicchiere di acqua fredda. Poi però dovrete scegliere cosa bere. La bevanda più comune in Giappone, anche se sembra molto strano, è senz’altro la birra che può essere ordinata praticamente con tutti i tipi diversi di cibo. Il sake, che può essere dolce o secco, caldo o freddo è stato superato da tempo nelle bevande più consumate dai giapponesi ma è comunque assolutamente necessario provarlo. Altre bevande da provare sono lo shōchū, un distillato che può essere mescolato a bevande analcoliche e il whisky giapponese, molto popolare. Per quanto riguarda il vino, per un italiano sarebbe veramente deludente… Astenetevi dal provarlo!  
  4. Siamo arrivati alla parte più difficile, ma più interessante: il cibo! Ovviamente questo varierà a seconda del luogo del Giappone in cui vi trovate, ma ecco alcuni piatti assolutamente da provare: sushi (ovviamente!), il ramen, tagliatelle servite in brodo con maiale, alghe e cipolla, shabu-shabu (fette di maiale o manzo da cuocere in un brodo bollente accompagnate da salsine molto gustose), il tonkatsu, un’ottima cotoletta impanata e fritta. Il dessert non può prescindere dalla marmellata di azuki, ottima, magari da gustarsi all’interno degli anpan o del mochi o del Warabimochi o del Dorayaki che vi farà sentire all’interno di un cartone giapponese! Molti ristoranti, per facilitare la vita dei turisti, contiene delle foto che ben illustrano il menù: basterà puntare il dito con un sorriso sul piatto prescelto per ordinare.
  5. Un’ultima precisazione sul conto: i giapponesi non sono molto abituati alla mancia, quindi ringraziate per la cena, ma non lasciate denaro che potrebbe essere interpretato come una sorta di offesa.

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