Vino Primitivo di Manduria e Vino Primitivo di Gioia del Colle a confronto

Due sono le zone più acclamate per la produzione del Vino Primitivo: Manduria e Gioia del Colle.
La Puglia
è una grande scoperta in ambito enologico: i vitigni di questa regione sono un vanto per questa ricca zona mediterranea e quello del Primitivo è un vino autoctono che si porta dietro una scia di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tutti pensano subito al vino Primitivo di Manduria, appena si tocca l'argomento: ma non è l'unica area ad essere protagonista della produzione di questo vino.

Nell’entroterra pugliese altro compiacimento arriva anche dalla zona della provincia di Bari, con il vitigno di Gioia del Colle.
Due zone quindi importanti per un unico vitigno, ma presentiamoli più dettagliatamente, dopotutto, la conoscenza di un vino parte dal territorio in cui nasce, dalla cultura degli uomini di quel posto.

Vino Primitivo di Manduria VS. Vino Primitivo di Gioia del colle: cosa hanno in comune e cosa no

L'eccellente uva di qualità del primitivo, trova il suo normale habitat nei terreni granitici e argillosi della Puglia: con un clima rovente in estate e mite in inverno.
I vitigni in questione sono coccolati dalle brezze marine tutto l'anno, ma portando risultati diversi a livello di profumi e sentori.
Questo accade quando ti ritrovi con un calice sotto il naso, un vino fine ed elegante all'assaggio e corposo quando rimane sul palato.
Altre caratteristiche comuni: rosso intenso, – tipico quando proviene dalla Puglia – e decisamente alcolico. Al gusto si avvertiranno sensazioni dolci, senza quei tannini spigolosi tipici dei vini rossi con una grande struttura.

Vino Primitivo di Gioia del Colle

E' a Gioia del Colle che nasce questo vitigno pugliese, i quali reperti storici scritti sono rinvenuti già nel 1767.
La zona di coltivazione classica, la Doc Gioia del Colle, dove la maturazione delle uve è più lenta e posticipata, è a Murgia carsica Barese: siamo a 400 metri sul livello del mare.
Qui si dà origine a vini più ricercati, che alle degustazioni viene descritto con un epilogo quasi minerale o sabbioso, come se chi lo assaggia avverte il “sapore del mare”.
Ci sono solo 200 ettari anche se arriviamo a 400 con i non registrati come Doc, con poco più di 20 produttori.
I terreni sono “rossi", la famosa terra rossa con la caratteristica di essere poco profonda, poche decine di centimetri prima di trovare terreno pietroso.
Un vino potente in bocca, anche se ha espressioni diversificate a seconda delle annate, ma sentendone l’odore ci si immerge nella sua finezza: avvertirai frutta rossa matura, come amarena e more, con una nota di liquirizia sul finale; non mancano quindi aromi speziati.

Vino primitivo di Manduria

Nella Doc di Manduria sono predominanti essenze più sabbiose, causate da una vendemmia anticipata che poi favorisce un'alta gradazione.
Più consono per accompagnare i formaggi, è un vino con una certa freschezza, che a qualcuno ricorda un tipo di vino liquoroso, (ci sono comunque quasi 18 gradi di alcol ma non è liquoroso).
Il vino di Manduria è il più famoso tra i vini primitivi, quindi il più celebre e conosciuto nel panorama italiano e non solo.
Perfetto da abbinare anche ai piatti di carne, la sua alta gradazione alcolica, lo rende perfetto per ogni occasione e, nel panorama pugliese, è davvero molto noto e valorizzato.
Lo troverete così spesso nei ristoranti, come vino di accompagnamento a molti piatti tipici della tradizione pugliese.
Con il suo rosso intenso tendente al viola, a questo vino viene richiesto di fermentare quasi 3 anni (2 anni e 9 mesi per la precisione), in botti di legno.
Questa tecnica fa sì che invecchi e si mantenga nel migliore dei modi, ma si raccomanda che non venga tenuto in luoghi che superano i 15° di temperatura.
La conclusione è che alcuni vini si possono comprendere solo dopo essere stati provati con tutti i nostri sensi.

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