Lโaceto balsamico di Modena, chiamato anche โlโoro nero di Modenaโ, รจ uno specifico condimento che si ottiene lavorando il mosto dโuva (lโingrediente principale) e lโaceto di vino all’interno di appositi contenitori in legno pregiato per tempi piรน o meno lunghi (non meno di 60 giorni). Le botti sono generalmente disposte nei sottotetti delle case, poichรฉ รจ necessario esporle tanto al freddo dellโinverno quanto al caldo dellโestate affinchรฉ lโaceto riesca alla perfezione. Ha origini molto antiche e una tradizione ancora rispettata ai giorni nostri, da momento che per produrlo le acetaie devono attenersi a un procedimento ben preciso.
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Le origini e la produzione dellโaceto balsamico di Modena
Unico al mondo, lโaceto balsamico di Modena รจ un prodotto tutto italiano che ha saputo incantare persino oltreoceano con il suo profumo e la sua densa consistenza. Simile a un liquore, รจ in grado di impreziosire le pietanze per le quali รจ utilizzato come condimento, ed รจ perfetto anche sui formaggi. Come anticipato, ha alle sue spalle una storia lunghissima e di tutto rispetto. Innanzitutto, anticamente, i romani cuocevano il mosto dโuva per ricavare il cosiddetto โsapumโ. Verso la fine del 1200 si usava produrre lโaceto presso la corte degli Estensi, ma fu solo a metร del 1700 che nei loro archivi comparvero le diciture โbalsamico fineโ e โmezzo balsamicoโ, che equivalgono alle odierne Aceto Balsamico di Modena e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. La distinzione tra prodotti DOP e prodotti IGP riguarda lโambiente geografico in cui avviene la preparazione o solo alcune fasi della stessa: nel caso dellโIGP รจ concesso lโimpiego di mosto dโuva anche non proveniente dalle parti di Reggio Emilia e Modena. Lโaceto balsamico di Modena IGP รจ probabilmente il piรน diffuso, reperibile molto piรน facilmente nei comuni supermercati, oltre che quello piรน accessibile dal punto di vista economico. Tuttavia, il prodotto โtradizionaleโ รจ sempre DOP, ovvero realizzato rigorosamente con il mosto prodotto nelle zone di origine Un aceto di Modena DOP, se vecchio di almeno 12 anni, รจ detto โaffinatoโ; oltre i 25 anni si parla invece di aceto โextravecchioโ. Di anno in anno, รจ necessario travasare lโaceto in recipienti sempre piรน piccoli per far sรฌ che si addensi naturalmente; una volta arrivato alla botte piรน piccola, รจ possibile prelevarlo. ร cosรฌ che si ottiene un aceto scuro e denso con un gusto agrodolce, che va imbottigliato in bottigliette di vetro da 100 ml. Adriano Grosoli, Federzoni, Giusti e Fini, sono tra gli imprenditori di maggior spicco per quanto riguarda la produzione dellโaceto balsamico di Modena.
La denominazione
Per ulteriore chiarezza, รจ doveroso specificare quanto รจ stato recentemente stabilito dalla Corte di Giustizia dellโUnione Europea: i termini generici che non fanno riferimento a luoghi geografici, ovvero โacetoโ e โbalsamicoโ, non sono da considerarsi protetti allโinterno della denominazione โAceto balsamico di Modenaโ. In altre parole, se anche altre aziende, non modenesi, si dedicano alla produzione di aceti dal sapore agrodolce, possono tranquillamente procedere alla vendita dei loro prodotti sotto la denominazione di โaceto balsamicoโ. Per ottenere lโaceto รจ necessario far agire determinati batteri, i quali, entrando in contatto con lโacqua e lโaria, fanno sรฌ che lโetanolo (la sostanza contenuta in diverse materie prime o nelle bevande alcoliche fermentate) si ossidi. Sono diverse le tipologie di aceto esistenti, tra cui appunto quello balsamico, che puรฒ essere prodotto secondo diversi procedimenti anche in base alle materie prime utilizzate. Non a caso troviamo anche aceti balsamici di mele, e moltissime altre varianti. Quello a base di mosto dโuva รจ tipico della provincia di Modena e di Reggio Emilia, e fu normativamente riconosciuto nel 1933, per poi arrivare, nell’anno 2000, al riconoscimento a livello europeo.