Mese: Marzo 2019

Sicuramente una delle cucine più apprezzate del mondo, per stile, tradizione e soprattutto per raffinatezza. Gettiamo uno sguardo generale sulla cucina francese e sui piatti che hanno fatto la storia di questa cultura culinaria.

La colazione in Francia: ecco alcuni piatti tipici

Volete conoscere qualche prodotto tipico? Presto detto: vi consigliamo le viennoiseries, prodotti di panetteria a base di pasta sfoglia (vengono servite a colazione negli hotel o consumate nei bar).

Il pranzo nella cucina francese

Altra storia per il pranzo. Qui la qualità risulta in linea con le altre tradizioni europee anche se le differenze non mancano. L’antipasto è chiamato entrée (si tratta di un piatto costituito da verdura cruda o salumi anche se può includere alcuni tipi di frutta); il piatto principale è rappresentato da carne o pesce presentati insieme a verdure cotte, pasta o riso. Il pranzo è a volte accompagnato da vino o, occasionalmente, da birra.

La cena alla francese

La successione delle pietanze, per quel che riguarda la cena francese, è molto simile a quella del pranzo.

Accanto ai gusti classici come cioccolato, nocciola, vaniglia e pistacchio, si possono trovare anche novità come caramello e sale, pepe di Giava. È composto da bianco d'uovo montato a neve, farina di mandorle e zucchero a velo con all'interno la crème ganache. Altro dolce molto comune e amato dai francesi è la tarte tatin. Questa torta di mele rovesciata è stata inventata alla fine del XIX secolo dalle sorelle Tatin.

Viennoiseries della cucina francese

I Viennoiseries sono dolci da forno, tipici della cucina francese, la cui realizzazione si avvicina molto a quella del pane. Ne sono un esempio le brioche, i croissant.

Tipologie Viennoiseries

I dolci della cucina francese che rientrano nella categoria dei Viennoiseries sono i tipici croissant per la colazione, il Pain au chocolat, ovvero un dolce di pasta sfoglia con pezzi di cioccolato, le Brioche, al naturale, zuccherate o con pezzi di cioccolato.

Ancora, possono essere considerati Viennoiseries i Beignet, ripieni di crema, mela, marmellata o crema di cioccolato, lo
Chausson aux pommes, una specie di calzone dolce di pasta sfoglia ripieno di mela, idealmente simile allo struel, e il Pain aux raisins, un pane fatto di pasta sfoglia con uvetta.

Caratteristiche Viennoiseries

I Viennoiseries vengono preparati e venduti tipicamente nei forni francesi, che prendono il nome dai dolci stessi, e si differenziano dalle patisserie, specializzati in torte.
Per capire ancora meglio di cosa si tratta, basta pensare alle Brioche, il più tipico e conosciuto fra i Viennoiseries, che non è altro che un dolce lievitato e cotto al forno, i cui ingredienti principali sono la farina, le uova, il burro ed il ievito.

Le brioche possono essere farcite con crema pasticcera, crema al cioccolato oppure marmellata.

Ricetta della Ratatouille

La ricetta del ratatouille è sicuramente la più diffusa in italia, perchè molto simile alla nostra "Caponata", ci sono infatti diversi ristoranti a Roma che fanno questo piatto.

Oltre ad essere un famoso topo della Disney che si diletta nella cucina dei ristoranti francesi con fantasiose ricette, il Ratatouille è uno dei piatti tipici della cucina francese a base di verdure ( un po’ come la nostra Caponata). Vediamo come realizzare un'ottima Ratatouille con verdure fresche e tanta pazienza per tagliarle.

Ingredienti Ratatouille

  • 2 spicchi di aglio
  • 2 foglie di alloro
  • basilico
  • 2 cipolle
  • 2 melanzane
  • 6 cucchiai di olio d’oliva
  • 1 peperone rosso ed 1 peperone verde
  • 500 gr di pomodori ramati
  • 2 rametti di timo
  • 2 zucchine
  • pepe

Preparazione Ratatouille

Lavate e ripulite del loro interno superfluo tutte le verdure; tagliatele poi in strisce di almeno 2 cm.
Tagliate anche le cipolle pelate in quattro, e affettatele. Per quanto riguarda i pomodori, lasciateli per qualche secondo in acqua bollente in modo da poterli pelare e tagliare liberandoli anche dai semi.

In una padella fate un soffritto con 3 cucchiai di olio e la cipolla, e aggiungete i peperoni.

Aggiungete dell’acqua se serve, e quando i peperoni saranno leggermente teneri unite i pomodori,il timo, l’alloro,l’aglio tritato e il sale. Lasciate cuocere per 40 minuti circa. La Ratatouille è pronta per deliziare i vostri palati.

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Cos'è il tartufo? Il tartufo è un tipo di fungo molto particolare perché ipogeo, ossia sotterraneo. Nasce e cresce sotto i nostri piedi, finché non ci capita la fortuna di trovarlo, spesso vicino a querce, noccioli, carpini o altri alberi a cui si associa e dalle cui radici trae nutrimento. Ha forma tondeggiante o globulosa e ha una scorza esterna, simile a una corteccia, detta peridio, che può essere liscia o rugosa. Il profumo del tartufo è inebriante, intenso, inconfondibile. Ne esistono decine di specie in natura, anche se di queste solo 9 sono commestibili. Noi le dividiamo semplicemente in due categorie in base al colore: bianco o nero.

Tartufo bianco e tartufo nero: prezzi e annate

Anche se entrambi buonissimi e ricercati, il tartufo bianco ha fama di essere il più pregiato. Ma quanto può costare un tartufo? Questo dipende molto dal calibro. Infatti si possono trovare tartufi grandi o piccoli, l'importante è che siano integri. Il prezzo del bianco può superare i 2 mila euro al kg per pezzi di almeno 50 grammi, ma può anche raggiungere i 5 mila euro in periodi di siccità o di scarsa disponibilità. Mentre per quelli di peso inferiore il prezzo scende sui mille euro al kg. Anche per il tartufo nero funziona così, anche se il livello è decisamente più basso: si va dai 150 ai 300 euro al kg. Negli ultimi tempi sono aumentate levendite di tartufo online, che è una buona soluzione per un prodotto non così facile da rintracciare sui nostri tradizionali mercati e supermercati. Sul web potete avere a disposizione un ampio ventaglio di offerte, con qualità e prezzi diversi. L'unico accorgimento che dovete avere è assicurarvi che sia fresco: il tartufo nero infatti si conserva per una decina di giorni, mentre il bianco e bianchetto al massimo una settimana. Ma arriviamo alla domanda che vi starete ponendo: è una buona annata per comprare? Nel 2017 i prezzi erano aumentati parecchio a causa del clima molto secco, mentre l'autunno 2018 si è aperto con un dimezzamento dei prezzi. Questa sembra a tutti gli effetti essere un'ottima annata!

Come si pulisce il tartufo?

Spesso, quando lo acquistiamo, non lo troviamo mai bello pulito: non si tratta di una trascuratezza di chi lo vende, al contrario, tenerlo sporco di terra è un metodo per conservarlo meglio. Il tartufo infatti è un prodotto molto deperibile, per questo va maneggiato con cura e toccato il meno possibile. Va pulito accuratamente, ma sempre con delicatezza, al momento di cucinarlo o congelarlo. Usate uno spazzolino e non mettetelo in acqua se non è assolutamente necessario per togliere eventuali residui di terra.

Il tartufo in cucina

Essendo un prodotto del bosco, si sposa benissimo con la selvaggina, ma può intensificare anche una semplice tagliata o un carpaccio. Nei primi si può utilizzare come ripieno per i tortellini o per coronare delle tagliatelle ai funghi. Un modo interessante per cucinarlo e conservarlo è fare il burro tartufato, che saprà rendere speciale qualsiasi pietanza a cui lo aggiungerete.

Un'ultima curiosità: sapevate che il tartufo è un buon indicatore della salubrità di un ambiente? Non tollera infatti il minimo inquinamento, per cui la sua presenza è una garanzia della qualità dell'ecosistema in cui si trova.

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Nduja: cos’è e come gustare il morbido insaccato calabrese

La Nduja è un insaccato di maiale di origine calabrese ormai conosciuto in tutto il mondo per il suo gusto piccante inconfondibile, la sua consistenza morbida e il suo colore rosso intenso. Forse non tutti sanno che la ricetta originale della Nduja è di Spilinga, un piccolo comune in provincia di Vibo Valentia dove la produzione di questo insaccato è una vera e propria tradizione. Quali ingredienti rendono la nduja così particolare? E come possiamo gustarla al meglio? Vediamo insieme tutti i segreti di questo orgoglio calabrese!

Cos’è la Nduja

La Nduja è un insaccato di maiale, una preparazione molto semplice a base di pochi ingredienti: spalla, pancetta, guanciale, coscia e sottopancia di maiale vengono tritati finemente e lavorati con l’aggiunta di peperoncino piccante sia fresco che essiccato nella proporzione di 1 a 3 rispetto alla carne. Il peperoncino è senza dubbio l’ingrediente fondamentale: dona infatti il sapore deciso e il colore rosso vivo a questo salume. Gli ingredienti, una volta amalgamati vengono insaccati nel budello naturale del maiale, anche detto budello cieco. Una volta pronta, la nduja viene affumicata bruciando come da tradizione legno di ulivo e successivamente essiccato e stagionato in un luogo fresco per un periodo di tempo che va dai 3 ai 5 mesi. Caratteristica essenziale della nduja è il suo essere priva di coloranti o conservanti: il peperoncino infatti è un antiossidante naturale che permette la conservazione di questo insaccato.

Dove si produce

La  ricetta tradizionale della Nduja è originaria della provincia di Vibo Valentia in Calabria, nello specifico di  Spilinga, un piccolo comune diventato famoso proprio per la preparazione e la produzione di questo salume. Come per tutte le tradizioni contadine,  le sue origini si perdono nel tempo diventando patrimonio di tutti. Di certo sappiamo che preparare la Nduja era il miglior modo per utilizzare le parti più povere del maiale conservandolo per lungo tempo grazie al peperoncino.

Come si mangia

Dato il suo sapore inconfondibile, la nduja non ha bisogno di essere unita a molti altri ingredienti: è perfetta ad esempio per un aperitivo gustoso se spalmata su una fetta di pane casereccio leggermente tostato magari accompagnato ad una fetta di caciocavallo. In Calabria viene spesso utilizzata come base di soffritto per un’alternativo spaghetto olio, aglio e nduja:  vi basterà scolare la pasta al dente e condirla con il preparato di nduja rosolata, una vera e propria esplosione di gusto! Per i più temerari il consiglio è di gustarla sulla pizza o su una focaccia bianca. La nduja ha un sapore deciso e se non siete abituati alla piccantezza vi consigliamo di non esagerare nelle quantità!

Fonte: Nduja: cos’è e come gustare il morbido insaccato calabrese

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